sab 24 ottobre 2020
Saperi e sapori della nostra cucina
Sapori Mediterranei di Franco Marino
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6/8 persone
Primitivo Falerno del Marsico Moio
1 ora e 1/2 / 2 ore
Facile
Casatiello
Casatiello
Che Pasqua sarebbe senza pastiera e senza casatiello? A Napoli si fa a gara a chi li fa più saporiti. Come per la pastiera, ogni famiglia ha la sua variante. A volte custodita gelosamente, altre volte pronta ad essere distribuita e confrontata con quella degli altri. Insomma il Casatiello a Napoli e' cultura!
    Ingredienti:
  • 600 gr di farina Manitoba
  • 15 gr di lievito di birra
  • 100 ml di olio extra vergine di oliva
  • Oppure meglio 200 gr di sugna
  • 100 gr di salame Napoli
  • 100 gr di mortadella
  • 100 ge di provolone Auricchio piccante
  • 120 gr ri pecorino romano grattugiato
  • 2 uova sode
  • pepe macinato fresco abbondante

Procedimento

In un bicchiere sciogliere il lievito con dell’acqua tiepida.
Nel frattempo,versare la farina nell’impastatrice, quindi aggiungere l’olio o lo strutto, e per chi vuole ci sta bene un po’ di pepe (la ricetta tradizionale prevede strutto e pepe).
Impastare per circa 5 minuti, aggiungere il sale e continuare per altri tre minuti.
Lasciare lievitare fino al raddoppio del volume in circa tre ore in un posto caldo.
Tagliare a dadini il salame la mortadella ed il  provolone, le uova sode poi grattugiiare il pecorino.
Stendere la pasta sul tavolo aiutandosi prima con le mani e poi con il mattarello, lo spessore dev’essere di circa un cm o poco meno. Lasciare da parte una piccola parte di pasta che servirà dopo.
Cospargere quindi la superficie di pecorino (e di strutto se volete), aggiungere il pepe, i cubetti di salame, uova , mortadella (se piace) e formaggio.
Arrotolare la sfoglia su se stessa fino ad ottenere un salamone, che adagerete in uno stampo a ciambella dove lo lascerete lievitare per almeno 2 o 3 ore.  Deve risultare ben gonfio.
Infornare a 180 gradi per circa un’ora e lasciar intiepidire.
Mangiatelo con tutta la famiglia riunita accompagnando con fave fresche, accompagnato da del buon vino rosso, possibilmente della Campania, come un ottimo Primitivo Moio, o un Gragnano, ma va benissimo anche una Barbera o un Lambrusco secco non amabile.